Ma com’è fatto il cioccolato?

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Quando si dice cioccolato in realtà si pensa alla tavoletta, classica od elaborata, dark o white, da degustazione o da pane e cioccolato, ma comunque sempre a quella sottile lingua a quadrotti dalla forma inconfondibile.

Ma il cioccolato come si crea? Quali sono i suoi ingredienti? Quali quelli indispensabili e quali no? Quali sono essenziali dal punto di vista dell’aspetto tecnologico e quali trappola per i nostri sensi?

Girando la confezione della tavoletta, scritti più o meno in piccolo, si trova l’elenco degli ingredienti indicato secondo un’ordine decrescente di quantità utilizzata nella ricetta in questione. Al di sotto dl 5% non sono, per legge, da indicare, salvo l’ingrediente non sia riportato nel nome del prodotto al solo fine di caratterizzarlo e distinguerlo da simili, o sia un adiuvante tecnologico.

Molti, i più, si limitano ad un esame della percentuale di cioccolato impiegata che spesso è indicata, sul davanti della confezione, sotto al nome del prodotto (magari per sviare l’attenzione dagli altri ingredienti….).

Ma chi si chiede se il primo ingrediente e quindi quello più rappresentato sia effettivamente il cioccolato o lo zucchero?

Se sono presenti burro di cacao e cacao in polvere, derivati del latte, e addensanti?

When we speak about ‘chocolate’, we are thinking about ‘bar’, classic or elaborate, dark or white, for testing or simple bread&chocolate, but always about that thin, square made strip of unique shape.

But how is chocolate made? Which are its ingredients? Which among them are the main and essential ones? Which are important for the thecnological process and which are only traps for our senses?

Turn the bar box on its back side and the ingredients list will appear written in the decreasing layout, related with their quantity used for the recipe, by more or less little size fonts. Under 5% measure level, ingredients are not to be indicated, for law (in Italy) unless it is specificated in the name of product to characterize and distinguish it from other similar, or it rapresents only a technological adjuvant.

Many people, not to say the greater number, restrict themselves to reach the percentual of chocolate used, often indicated on the front cover of the box around the name of product (maybe to turn aside attention from ingredients….)

Is there anyone asking if the first ingredient, and then the most represented, is really chocolate or sugar? If cocoa butter and cocoa powder, dairy products, and thickner are in side the bar?

DSCF0101Italia, Svizzera, Belgio, Spagna: a chi il merito di aver realizzato la prima barretta di cioccolato?

E’ usanza comune pensare che la prima barretta di cioccolato sia nata in Svizzera, ma in realtà è l’Italia la sua culla natale con Torino e Modica.

Si trovano testimonianze del 1585, presso la Contea di Modica (guarda caso un protettorato spagnolo in Sicilia), della prima lavorazione dellefave di cacao. Mentre la città di Torino produceva 350 kg di cioccolato al giorno per poi esportarlo nelle limitrofe Austria, Svizzera, Germania e Francia dove il suo utilizzo era essenzialmente legato alla preparazione della storica bevanda al cioccolato.

Solo attorno al 1650 la Germania, grazie a Johann Georg Vollkammer ‘parla’ di cioccolato da mangiare; e l’Inghilterra con la nota Fry&Sons di Bristol (più nota poi come Cadbury Limited) mette per prima sul mercato il primo esemplare di cioccolato in barretta.

Sicuramente le prime tavolette erano ben differenti dalle attuali: realizzate con solo fave di cacao per essere modellate in barrette o impiegate come decorativi centrotavola guarniti di frutta.

Sono i fratelli Cadbury che affineranno la ricetta della barretta con ingredienti che ne porteranno il sapore a come lo conosciamo oggi.

Italy, Swisserland, Belgium, Spain: who, among them, have the merit of having created the first chocolate bar?

It’s used to understand that the first chocolate bar is born in Swisserland, but in reality it’s Italy its cradle, in particular the cities of Turin and Modica.

We find prooves that in 1585, in Modica county ( a Spanish protectorate in Sicily) the first chocolate beans transformation took place. In the meanwhile every day Turin produced 350 kg of chocolate for exporting it in bordering Austria, Swisserland, Germany and France where it’s essentially use for preparing hot chocolates.

It’s only around 1650 that, thanks to Johann Georg Vollkammer, Germany starts to ‘speak’ about ‘chocolate to eat’; and England by the well-known Fry&Sons in Bristol (named after Cadbury Limited) puts on market the first chocolate in shape of bar.

Certainly the first examples of bar were very different from the present ones: realized by only beans, shaped in bars or as ornamental centerpieces dressed by dried fruits.

The Cadbury brothers are the malkers that will improve the recipe of chocolate bar by ingredients that carry the taste to how we know it.

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Si deve aspettare, invece, il 1875 per assistere alla nascita della barretta di cioccolato al latte ad opera dello svizzero Daniel Peters di Vevey, grazie al suo intuitivo utilizzo del latte in polvere.

Quasi 150 anni più tardi, nel 1930, la Nestlè produrrà la nota barretta Galak utilizzando solo il burro di cacao e lo zucchero.

Fave di cacao, massa di cacao, pasta di cacao, burro di cacao, cacao in polvere, zucchero (e dolcificanti vari), lecitina (di soia e di girasole), vaniglia, aromi: mai più questi sconosciuti.

Con diversi articoli affronteremo ogni ingrediente, dall’origine alla lavorazione, dalla qualità al suo significativo impiego tecnologico, per capire cosa stiamo per mangiare, per non parlare solo più di cioccolato amaro, al latte o bianco.

Un viaggio tra le varietà delle fave di cacao, dei diversi tipi di zucchero, degli espedienti più economici per produrre barrette, insomma per parlare di cioccolato in modo consapevole.

We have to wait for the 1875 to attend the born ok milk chococlate bar by the Swiss Daniel Peters from Vevey, thanks to his intuitive ideas to use milk powder.

Almost 150 years later, in 1939, The Nestlè Company will peoduce the well- known Galak bar made by cocoa butter and sugar.

Cocoa beans, coca mass, cocoa paste, cocoa butter, cocoa powder, sugar (and other sweetener), lecithin ( from soya or sunflower), vanilla, flavours: nevermore unknown.

By different articles we treat every ingredient, from origins to manufactoring, from quality to its technological meaning, to understand what we are eating, not to speack only about dark, or milk, or white chocolate.

A travel among the different kind of cocoa beans, of sugars, of economical expedients to produce bars, in other word to speak about chocolate in an aware way.

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